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Dal divertimento delle vacanze al piacere che dura nel tempo

von Hans Jürg Baum
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Cosa porta con sé in vacanza un appassionato di aeromodellismo? È chiaro: deve essere qualcosa di piccolo, silenzioso, economico e facile da gestire, che si possa far volare praticamente ovunque. Questo resoconto illustra tutte le esperienze che un principiante dello “slow flying” e del “fun flying” può vivere.


Nuova attrezzatura dalla A alla Z

Per un “pilota di motori a combustione” di lunga data, che apprezza il “suono del quattro tempi” e ama avere le dita unte d’olio, il passaggio all’elettrico è più un problema mentale che finanziario. È per questo che sono riuscito a resistere al virus dello slowflyer per un bel po’ di tempo. I costi – ovvero sborsare almeno da 500 a 700 franchi per un mucchietto di polistirolo che si muove a fatica, con tutto ciò che serve – erano per me – dato che non sono un top manager che alla fine di ogni anno può versarsi un paio di milioni in più – semplicemente troppo elevati.

Ma poi le vacanze si avvicinavano e, per le giornate senza vento delle mie vacanze dedicate al windsurf nel

nel sud della Francia, uno «Slowflyer» sarebbe stato proprio l’ideale! Inoltre, i miei compagni di surf mi assillavano da tempo affinché portassi finalmente con me uno «Slowflyer» in vacanza. Mi era chiaro che, da «principiante delle batterie LiPo», avrei dovuto procurarmi un’attrezzatura completa dalla A alla Z con celle LiPo, caricabatterie speciale, motore brushless, regolatore brushless... e... e...


450 franchi come budget

Dato che, in qualità di redattore della rivista online www.avguide.ch, passo comunque tutto il giorno su Internet, mi è venuto spontaneo esaminare più da vicino alcune offerte di slow-flyer su questo canale. Finora non avevo avuto esperienze positive con i negozi online tedeschi, quindi ho preso in considerazione solo siti svizzeri. Alla fine sono approdato su www.top-model.ch e sono rimasto stupito dai prezzi decisamente convenienti. Qui, oltre a un numero incredibile di altri modelli in tutte le fasce di prezzo, è possibile scegliere anche tra circa 10 cosiddetti «slow-flyer» con apertura alare di 80 cm

di apertura alare a soli 39 franchi (!). Tra questi ci sono modelli molto interessanti come i classici aerei da acrobazia, ma anche un GeeBee, vari warbird, biplani ecc. Ho fatto un calcolo approssimativo del totale e sono arrivato a circa 450 franchi. Sarebbe ancora fattibile – d’altronde, non ci si concede mai nulla...


Negozio online con servizio di consulenza

Ma quello che stavo per ordinare online sarebbe stato davvero della misura giusta?

In questo caso, avevo bisogno di una consulenza! Ma sul negozio online dell’azienda «top-model» è possibile aggiungere un commento all’ordine. Così ho comunicato al negozio di prestare attenzione affinché tutto fosse compatibile e che venissero forniti anche tutti gli accessori mancanti, come cavi, connettori ecc.

Quasi immediatamente ho ricevuto la conferma che l’ordine era stato evaso e che mi sarebbero stati consegnati i seguenti articoli: modello Champion (Fr. 39.–).

composto da motore brushless 42/08 (39 franchi), regolatore brushless SBR-15 (39 franchi), 2 eliche Slowflyer da 20 cm (3.50 franchi l’una) e due batterie LiPo a tre celle da 1050 mAh (42.– franchi l’una). Caricabatterie Swallow (89 franchi) e micro-ricevitore (più quarzo a 50 franchi). A ciò si sono aggiunti un bilanciatore di celle (32.50 franchi), colla istantanea per polistirolo (7.90 franchi), cavo di ricarica (7.– franchi), presa BEC con cavo (2.80 franchi). Il totale ammontava ora a 456.80 franchi.

La merce è arrivata dopo poco meno di tre giorni dal primo contatto. E in effetti: c’era tutto. Non mancava nulla e tutto combaciava perfettamente. Che poi un regolatore non funzioni correttamente, può capitare anche nelle migliori famiglie. Nel giro di circa due giorni ho ricevuto un ricambio funzionante.


Il campione

Il modello Champion ha la forma di un classico aereo da acrobazia ed è disponibile in una «versione economica», ovvero senza spe-



Una confezione particolarmente bella ma resistente, spedita per posta. Questo uccellino ha un’apertura alare di 80 cm e pesa, secondo la bilancia da cucina «altamente precisa» di mia moglie, da solo – cioè senza nulla attaccato – 120 grammi. Ora ognuno può decidere da sé quanto peso vuole aggiungere al modello. Nel mio caso si trattava di ben 200 grammi! Il peso totale risulta quindi di circa 320 grammi. Naturalmente ora gli esperti di slow-

scriveranno indignati, sostenendo che questo non ha più molto a che vedere con un vero slow-flyer. E hanno ragione. Un modello di queste dimensioni e di questo peso appartiene piuttosto alla categoria dei «fun-flyer» o dei «park-flyer» piuttosto che a quella degli slow-flyer ultraleggeri da competizione per il volo indoor.

Il Champion è costituito da pannelli di schiuma EPS speciale dello spessore di circa 5 mm, rivestiti su entrambi i lati



sono rivestiti con una pellicola di plastica e, a seconda dell’abilità, si montano in 2-5 ore. Secondo il fornitore, il modello sarebbe «praticamente indistruttibile». Ma staremo a vedere...

Stranamente, nelle istruzioni di montaggio non si fa menzione in nessun punto del baricentro. Questo, se si utilizzano i fori di fissaggio già presenti per i servocomandi e si posiziona la batteria nel punto indicato, dovrebbe

da sé. E in effetti ha funzionato alla perfezione su questo modello, che reagisce in modo del tutto indifferente a diverse posizioni del baricentro.


Problemi con il telaio

Il telaio in dotazione, relativamente rigido ma dall’aspetto gradevole, realizzato con bastoncini ultraleggeri in fibra di carbonio, e le mini-ruote incluse sono certamente perfette per l’uso al chiuso, ma non per l’uso intensivo all’aperto su campi di ghiaia



o prati, ma, come purtroppo si è visto, non adatti. Così, all’inizio ci sono stati numerosi piccoli inconvenienti, e ancora una volta sorge la domanda: perché quando si atterra su prati incolti e terreni ghiaiosi bisogna sempre finire proprio sui sassolini più grandi e nelle buche più profonde?


Potenza a non finire...

Come previsto, il Champion dotato del sistema di propulsione citato non era un tipico slowflyer ultraleggero, con cui è possibile compiere le acrobazie più incredibili quasi da «fermo», bensì un agile fun-flyer, anzi un vero e proprio piccolo aereo da acrobazia con una motorizzazione ideale. Il sistema di propulsione ben calibrato, composto da elica, regolatore e batterie LiPo, forniva, con le batterie completamente cariche, una spinta statica massima di ben 500 grammi (!), e, sottraendo il peso del modello di 320 grammi, rimane ancora una differenza considerevole che si può utilizzare, ad esempio, per schizzare verticalmente verso il cielo e persino per accelerare. Considerate queste prestazioni, è vivamente consigliabile rinforzare la parte anteriore in corrispondenza del motore. Questo modello è in grado di fare praticamente tutto: volare lentamente, eseguire virate strette senza sbandare, librarsi, e persino compiere acrobazie davvero (!) spettacolari. I limiti dipendono esclusivamente dall’abilità del pilota. Esercitarsi nel volo stazionario è facilitato dal fatto che, in caso di eventuale inclinazione laterale

semplicemente tirarlo brevemente verso l’alto accelerando bruscamente...


Orari dei voli

Chi desidera volare prevalentemente in hovering a metà potenza e, in parte, a piena potenza, con una batteria da 1050 mAh otterrà un’autonomia di circa 9 minuti. Chi invece preferisce volare con più calma, può tranquillamente superare i 12 minuti di volo. A piena potenza, il piccolo motore assorbe fino a 14 ampere (!), un carico che il sistema di propulsione, regolatore compreso, ha sopportato senza problemi durante un periodo di prova di circa 4 mesi con decine di voli.


Si parte per le vacanze

Per il trasporto nel sud della Francia, il modello è stato semplicemente appoggiato sopra le tavole da surf, ma si è fatto attenzione a evitare che, in curva, le tavole da surf scivolassero e danneggiassero il zar-



avrebbero potuto porre fine prematuramente alla stagione dei piccoli uccellini. E, come previsto, in questo paradiso del surf la calma piatta ha dominato la scena per ben 4 giorni. Mentre gli altri se ne andavano in giro con la faccia lunga, il mio collega Dom Escher (medaglia d’argento ai Campionati svizzeri di windsurf freestyle 2006) e io, perché avevamo con noi i nostri Fun-Flyer e un parcheggio inutilizzato, ricoperto di ghiaia grossolana e circondato da bambù alti 3 metri, era a nostra disposizione come area di volo.


Di chi vola lento e di chi vola veloce

Il mio collega Dom, a differenza di me che faccio acquisti solo online, è un vero e proprio

esperto di slowflyer. Naturalmente progetta e costruisce tutti i suoi modelli da solo e ogni tanto avvolge persino un motore brushless con le proprie mani! Non c’è da stupirsi, dato che è un insegnante di lavori manuali neolaureato.

Con il suo ultimo modello, che ha un’apertura alare di circa 80 cm, pesa 80 grammi a vuoto e appena 170 grammi pronto al volo ed è dotato di SFG (Side Force Generators), rimane in volo stazionario e in torquing per minuti interi sul posto oppure si sposta in volo stazionario per tutto il campeggio. Decolla dalla mano e atterra, come si addice agli esperti di slow-flyer, sempre in volo stazionario direttamente nella mano. Stupisce il pubblico con loop e giri della morte che esegue a un’altezza talmente bassa che le estremità delle ali a volte sfiorano il suolo per un attimo! Mentre Dom celebrava il tipico stile dello slow-flyer in spazi ristretti, io mi dedicavo alle acrobazie aeree più ampie, degne di un modello da competizione. Naturalmente ci siamo esercitati anche nell’immancabile volo stazionario e nel «torque», che saggiamente non ho praticato a pochi millimetri dal suolo, ma a diversi metri di altezza – e continuo a praticare. Ma a poco a poco mi chiedo se queste manovre di moda, di per sé un po’ assurde, non dovrebbero essere riservate piuttosto agli elicotteri. →



Dato che il mio Champion, a causa delle riparazioni effettuate con materiali di fortuna durante le vacanze, non era più così bello, ho deciso di sostituirlo.


Contraddizione lampante

Proporre il leggendario GeeBee come modello slow-flyer richiede un po’ di follia. Ed è proprio questo che mi ha spinto a spendere altri 39 franchi per un modellino assolutamente straordinario, anch’esso con un’apertura alare di 80 cm. Le immagini del modello mostravano che, visto esattamente dall’alto o di lato, sembrava incredibilmente «in scala». L’ampia fusoliera avrebbe contribuito notevolmente alla superficie portante e anche il volo in livrea sarebbe stato eccellente grazie all’enorme superficie laterale.

Così l’ho aggiunto al carrello e, dopo poco tempo, era di nuovo pronto: un nuovo modellino pronto a far tremare il pilota. Come carrello di atterraggio non ho voluto utilizzare quello in fibra di carbonio, pur essendo bello ed estremamente leggero, ma un sistema intercambiabile composto da filo d’acciaio da 1,5 mm che ho copiato dalla ditta Hacker.


Qual è il punto centrale?

Ma dove avrebbe dovuto trovarsi il baricentro? Non era possibile scoprirlo dal CD-R in dotazione, che conteneva le istruzioni di montaggio per modelli diversi dal GeeBee (!). Inoltre, il mio motore 24/08 era più leggero di circa 10 grammi rispetto al 24/10 raccomandato da top-modell. Quindi ho deciso di spostare il baricentro abbastanza in avanti e vedere cosa sarebbe successo.

E in effetti, all’inizio il GeeBee faceva dei balzi pazzeschi ed era quasi impossibile da tenere sotto controllo. O saliva verticalmente o precipitava verso il basso. Solo con la potenza ridotta quasi al minimo riuscivo a manovrare il modello a malapena. Vorrei raccomandare vivamente all’azienda top-model.ch di indicare la posizione del baricentro su tutti i suoi modelli Fun-Flyer! Ciò è particolarmente importante per modelli esotici come il GeeBee, dove la superficie della fusoliera fornisce molta portanza e il volo a lama è quindi eccellente grazie all’enorme superficie laterale.



È importante capire quale delle due ipotesi sia più corretta. Solo se si conosce il baricentro è possibile utilizzare componenti di peso diverso. Ma forse sono l'unico stupido a pensarla così...


Crash test

E finalmente è arrivato anche il tanto atteso crash test! Dopo una caduta brusca da alcuni metri di altezza sull’erba falciata, l’ala presentava lievi pieghe, mentre la fusoliera mostrava alcune piccole crepe. Non bisogna quindi credere ciecamente alla descrizione «quasi indistruttibile» riportata su top-model. A casa ci sono voluti quindi alcuni minuti (!) per ripararlo, senza appesantire ulteriormente il modello e, soprattutto, spostando il baricentro più in avanti. Di conseguenza, la batteria è stata spostata in avanti e verso l’alto, per controbilanciare il peso del carrello. E guarda un po’: con il baricentro esattamente 3 cm dietro il bordo d’attacco dell’ala, quel coso inizialmente cattivo volava docile come un agnellino e mansueto come un angioletto.

Ora è un vero piacere scatenarsi con questo strano aggeggio. L’eccesso di potenza è enorme, proprio come nel Champion. Ma anche questo modello, a mio avviso, non è un tipico slow-flyer, bensì un vero e proprio piccolo e veloce aereo da acrobazia, con il quale però

può anche volare piuttosto lentamente. Dai colleghi si sentivano commenti del tipo: «Ma come fa quell’affare strano a volare!» oppure: «Dove l’hai comprato?», proprio quello che in realtà si vorrebbe sentire.

Anche il BeeGee è sopravvissuto a un duro impiego durante le vacanze. Le conseguenze di piccoli contrattempi sono state risolte relativamente in fretta con la resina epossidica da 5 minuti, che mi sembra più adatta per incollaggi semplici rispetto alla colla istantanea speciale di top-model, adatta al polistirolo, che impiega comunque un po’ di tempo per indurirsi completamente.


1-0 per il pennone

Nel frattempo, anche mio figlio Benjamin era stato contagiato dalla febbre dei Fun Flyer e, sulla base delle mie esperienze positive, si è concesso un Champion con l’esatta stessa attrezzatura. Anche il suo Champion volava alla perfezione, ma ha avuto uno spiacevole incontro con un’asta della bandiera. La nostra foto mostra come appare un Champion dopo questo scontro ingiusto. Come consolazione, Beni ha ricevuto il mio GeeBee, non più nuovissimo ma ancora perfettamente funzionante, finché le ferite del suo Champion non fossero guarite.

E io, che mi sentivo davvero solo senza il mio Fun-Flyer, ho potuto concentrarmi completamente su un nuovo modello da 49.– franchi, che avevo adocchiato già da un po’ di tempo! Circa due giorni dopo l’ordine online su topmodel.ch, un grazioso biplano mi è arrivato per posta a casa.


Il Firehawk

Da questo modello mi aspettavo ora il “Föifer” e lo “Weggli”, ovvero caratteristiche di volo lento ancora migliori, con un peso solo leggermente superiore. Questo kit pesa appena 130 grammi, ovvero solo 10 grammi in più rispetto al Champion a ala centrale! In breve tempo il modello era pronto, il motore era stato montato e la parte anteriore era stata rinforzata con compensato da 0,7 mm, sulla base della mia esperienza. Per la struttura del carrello di atterraggio ho ripreso il progetto del



GeeBee e l’ho equipaggiata con ruote ultraleggere per slowflyer, anch’esse disponibili presso top-model, con un diametro di 62 mm. In questo modo è possibile effettuare decolli e atterraggi senza problemi anche su prati falciati in modo non proprio perfetto e da terreni di ghiaia relativamente grossolana senza ribaltarsi. Consiglio: È meglio incollare subito gli pneumatici in gomma ai cerchioni con della colla istantanea! Anche in questo caso ho montato – come sul GeeBee – il motore 24/08, leggermente più leggero e collaudato, al posto del 24/10 raccomandato da top-model e più pesante di circa 10 grammi. Anche per il Firehawk non viene indicata la posizione del baricentro, cosa che ritengo assolutamente imperdonabile! Ma ormai ero diventato un po’ più esperto e ho montato i servocomandi per la virata e l’elevatore non negli appositi alloggiamenti situati all’estremità posteriore del modello, ma molto più avanti. Ciononostante, avevo una sensazione di disagio allo stomaco...


Ci sono cascato di nuovo!

E così, via al primo volo! E successe quasi la stessa cosa che era successa con il GeeBee: ero caduto di nuovo nella trappola del baricentro come un principiante! Il modello ballava su e giù ed era difficile da tenere sotto controllo. Ma il dio degli aeromodellisti ha avuto ancora una volta pietà di me. Sono riuscito a orientare il modello controvento e ad atterrare dolcemente poco prima di una recinzione (!).

Immagino che i progettisti di questo modello abbiano utilizzato, durante i loro voli di prova, un motore piuttosto pesante con un’elica di un certo peso e servocomandi molto leggeri nella parte posteriore per il rollio e l’elevazione. Di conseguenza, la batteria è stata spostata notevolmente in avanti e il baricentro si trova ora esattamente 10,3 cm dietro il bordo d’attacco dell’ala superiore. In questo modo il modello vola con un angolo di attacco di 0 gradi, senza che sia necessario spingere ulteriormente il timone di profondità durante il volo a testa in giù. Il secondo-


Il volo mi ha ripagato di tutte le seccature ed è stato un vero piacere. Questo velivolo è motorizzato in modo ottimale e sale rapidamente in verticale fino al limite della visibilità. Ha una gamma di velocità che va da estremamente lenta a piuttosto veloce. Con il supporto laterale, gira quasi sul posto. Questo velivolo fa davvero tutto ciò che gli si chiede e si libra in modo impeccabile. Nel complesso, le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte.


Conclusione

Quello che era solo un divertimento vacanziero si è trasformato in un piacere duraturo. Così, d’ora in poi, oltre al mio pesante Jodel Robin Schleppkahn, in macchina ci sarà anche un piccolo Fun-Flyer. Proprio quello che ci vuole per scatenarmi di nuovo un po’, dopo aver trascinato con serietà modelli di grandi dimensioni e di grande valore. E se dovesse rompersi di nuovo, o lo riparerò al volo, oppure mi comprerò qualcosa di nuovo per 39 franchi...




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